Ghizlane Sahli's 'La Mèr(e). Origine du monde' part of the exhibition 'When the Globe is Home'

hosted by the Imago Mundi Foundation at the Gallerie delle Prigioni (Treviso, Italy)

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When the Globe is Home: nuova mostra alle Gallerie delle Prigioni di TrevisO 

 

La Fondazione Imago Mundi ospita fino al 29 novembre la riflessione di 13 artisti da tutto il mondo sul rapporto tra casa e mondo, locale e globale, vicino e lontano

 

Arte contemporanea dentro antiche prigioni, celle che diventano “stanze tutte per sé” per artisti da ogni latitudine:  When the Globe is Home è la nuova mostra della Fondazione Imago Mundi e fino al 29 novembre porta nelle Gallerie delle Prigioni di Treviso la riflessione di 13 artisti internazionali sul rapporto tra globale e locale, tra vicino e lontano, tra mondo e casa.

 

Mostra perfetta per il momento che stiamo vivendo, questa: ci parla della relazione (spesso  interrotta) tra lo spazio domestico e il mondo là fuori. Avrebbe dovuto inaugurare a fine marzo, in pieno lockdown, e invece apre adesso e le opere – ne potete vedere alcune  nella gallery che vi proponiamo – paiono una didascalia della pandemia mondiale che stiamo vivendo: emergenza climatica, solitudine, trasformazioni sociali, migrazioni, la perdita e poi la ricostruzione di uno nuovo spazio da chiamare ‘casa’ sono la cornice entro cui si muovono gli artisti selezionati dalle collezioni Art Theroma di Imago Mundi, il progetto di arte contemporanea di Luciano Benetton che coinvolge firme affermate ed emergenti di tutti i continenti (www.imagomundiart.com).

 

Non è solo “arte no profit”: Imago Mundi nasce come collezione d’arte durante i viaggi, alla ricerca dei talenti nei luoghi più disparati del pianeta, ma si consolida con numerose mostre e pubblicazioni, fa scouting di artisti meritevoli, propone riflessioni su temi di attualità. Ad oggi, ha coinvolto oltre 26mila artisti provenienti da 160 diversi Paesi, con un unico comun denominatore: la realizzazione di un’opera che stia su una tela di 10 per 12 centimetri. In quello spazio così apparentemente piccolo Imago Mundi registra la complessità della creatività umana. La più recente collezione è Art Theorema da cui parte la nuova mostra che ospita anche lavori su formati diversi e spesso inediti che occupano ora le storiche carceri asburgiche di Treviso, trasformate grazie al recente restauro in suggestivo spazio espositivo: «Per analogia, ogni cella delle Gallerie delle Prigioni messa a disposizione degli artisti invitati a realizzare le loro opere – sia video che pittura, scultura, fotografia e installazioni site-specific – è stata percepita come una sorta di “casa” – uno spazio chiuso, intimo e familiare dove esprimere, esorcizzare, comprimere o far sconfinare la propria visione del mondo», spiegano Claudio Scorretti e Irina Ungureanu, curatori della mostra.

 

Colpiscono le “maschere di perline” della camerunese Beya Gille Gacha, scultrice 30enne che ora vive a Parigi che opera una riflessione potente sul tema dell’identità, così come le composizioni dell’olandese Jaril Jongman (che è stato assistente di Anselm Kiefer) e  la “bicicletta impossibile” del veneto Antonio Riello (davvero un’altra mobilità ci attende?). Su tutti, spicca (instagrammabilissimo il suo L’origine du monde, che rimanda fin dal titolo al celeberrimo quadro di Courbet) l’artista marocchina  Ghizlane Sahli, capace di trasformare il ricamo in un’installazione dal profondo valore sociale. Con altre donne del suo Paese Ghizlane Sahli ha raccolto sulle spiagge del Marocco migliaia di bottiglie di plastica che, tagliate e rivestite di fibre vegetali di seta da lei lavorate, si trasformano in “alveoli” che ci aiutano a respirare di nuovo. Chiusi in una cella di un carcere asburgico dell’ex regno lombardo-veneto, avvertiamo il profumo del Mediterraneo, e della vita che deve darsi una seconda chance.

August 31, 2020
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